Siamo alla ricerca di un linguaggio poetico nuovo.
Falliscono i tentativi, sfioriscono al secondo vagito, marcescenti dopo solo poche ore.
Linguaggi verticali, linguaggi orizzontali, linguaggi asemantici, c’è caos, un moto furioso di particelle eccitate all’interno del cerchio poetico, una tempesta in un bicchier d’acqua, sovrapposizioni selvagge di tradizioni come se i poeti d’oggi non potessero far a meno di somigliare a quelli di ieri.
Ma il cerchio si è fatto sfera, le coordinate bidimensionali prima-dopo servono a nulla.
Emerge invece un linguaggio tridimensionale, un superlatino senza capo né coda in continua mutazione, l’Impero romano non ha più confini ed ogni sua parte comunica istantaneamente con ciascuna delle altre, le periferie improvvisamente diventano centri pulsanti poi si spengono e se ne accendono altre. Read More »
sapesse il circondario altri
genitori la siora sapesse dietro
persiane blindate Tor celarsi
da ip ad ip singhiozzo gulp!
pensa la figura violenza
all’immagine di carta
pesta

Per i tipi della Società Editrice Fiorentina è uscito “Dopo il Novecento - Monitoraggio della poesia italiana contemporanea” di Giorgio Linguaglossa.
Ringrazio Linguaglossa per la citazione e per aver inserito nel volume (pagg. 129-140, Le questioni aperte) gran parte della prefazione alla mia silloge “Dipendenze, abbandoni e strane forme di sopravvivenza” (Lietocolle, 2011)
l’arnese d’idioma australe
sguainato in caucasic cunt
alla salsa afroeuropea
posdomani torna in patria
la qualunque culla ibrida
poi sarà doppiato
una beccaccia furbetta
lassù piccione con
fagiana quatta tra stroppie
bellamostra depilati
stanno riluce la stanza
perfezioni modellistiche
L’anno venturo -libido
tassidermica- forse
aggiungerò il capriolo
tanta roba sai
PESventitredici
i fioi divanati gran
tornei Bona sta erba
heineken e champions
Dai femo l’ultimo vardemo
youporn
streaming da camera
e senato i pianisti
tastavano grilletti altrui
paleseranno pari orge
altre volte
toccala al touch screen
ingrandirai that tight tra
cosce smart indice e pollice
@departure lounge Heatrow
playing #angrybirds

Ringrazio gli amici di Bibbia d’asfalto per la pubblicazione di alcuni miei versi.
l’opimo umore intimo
pressappoco a retrocarica venne
è visualizzato ottomilaventitre
fast forward but buffering
finché a fine corsa schianterà
inficia diottrie protette –sia mai,
da lenti neutre- d’una sexgretaria
sciabatta h24 panbiscotto latte u.h.t.
ha sballato d’intenzione frequenze digitali
furioso sul remoto funzioni incomprensibili
Ok pigiati random in attesa d’intervento
coccola il decoder Pater noster st’altr’anno
fanno ottanta
rintrona la campana
battuta da chimico batacchio
dodici l’acqua già salata
bolle postevento tutto un dritto
ultracircadiano mixa il viaggio coso lì
meriggio ganja chill
parleremo senza tregua della ruota due
raggio per pi greco ruzzolare non è ahimè
rotolare il pendio mantendosi uguale muta
punto di vista se potrai l’overcraft sovviene
esempio non pavoneggiarsi ciclomunito
usata violenza eppure all’attrito salirà
semmai di rincorsa

Oggi su LPELS sono stati pubblicati alcuni miei inediti. Ecco il link.
Ringrazio Fabrizio Centofanti e gli amici di LPELS.
una:quaranta c.a. dilata nove
doglioroso verbale travaglio di bile
divarica su forcelle pellacciaio
sgraziatrici di silhouette Vuitton
paonazza svitella alla luce elettrica
una maschia
Dalle riflessioni di Lorenzo Pezzato esce un breve intervento, a metà fra l’esegesi e l’avallo, fra la chiarificazione e l’approfondimento, che intende sostenere il concetto della natura poietica del linguaggio nel dibattito sorto in seguito alla pubblicazione dell’articolo di Sonia Caporossi Fatti e interpretazioni: appunti sulla possibilità di una condizione neomoderna del linguaggio e della logica, discusso ampiamente durante l’estate da lettori e studiosi e finito nella rassegna stampa di Labont relativa al nuovo realismo. Per la comprensione del presente intervento, quindi, si rimanda preliminarmente alla lettura dell’articolo originario. Pezzato, in particolare, analizza le condizioni e le modalità che nel Novecento hanno condotto filosofia e poesia a shiftare inevitabilmente l’una nello statuto dell’altra, utilizzando la nota neoformazione concettuale di rizoma; per questo tramite, compie un ulteriore passo verso lo scivolamento della nozione postmoderna in quella neomoderna di poesia (e di poiesis) come fattore esperienziale, “al netto del costruttivismo”, del nostro essere nel mondo.
Di Lorenzo Pezzato
Il fondamento estetico-logico inteso come quel quid a metà fra l’esperienziale e il concettuale che mette insieme la possibilità delle nostre esperienze coscienti e conoscitive in genere, sostiene Sonia Caporossi, non ha natura trascendentale, non è stabile e permanente ma collegato all’esperienza come fatto comunicativo, dipendente da come è fatta una certa cultura in un certo intervallo temporale. La comunicazione, a sua volta, è comprensibile quando si dà al sistema di riferimento in uso, quando ne è sincronica e sincretica (onde sfuggire al destino di cristallizzarsi in un fatto dialettale). Read More »
dall’abitacolo particolato
(senti la ventola, muove al filtro hepatico)
in punta di lancetta limitatamente centodieci
nei finti elisi sotto l’arco led Infotraffico
settembre ventinove ’miladodici condividi su
Recentemente per Loffredo Editore, nella collana Studi di Italianistica, è uscito “La parola verticale – Pizzuto, Consolo, Bufalino” di Gualberto Alvino.
Il volume è una ricognizione sull’opera dei tre autori virtuosi della forma che si fa sostanza, completa di glossari, indici morfologici, segnalazione di dialettismi, hapax e coniazioni originali fondamentali per entrare in profondità nella comprensione disvelatrice dei loro testi. Potremmo definirlo una sorta di istruzioni per l’uso.
Quello che però colpisce di più –almeno ha colpito il sottoscritto- è certamente l’impagabile dialogo su Pizzuto tra lo Scettico ed il Fautore.
Si tratta di una conversazione tolta dallo spazio e dal tempo, quasi gli interlocutori fossero a bordo di un’astronave, poggiati ad un ipotetico bancone di bar sorbendo un caffè ed approfittassero dell’occasione per scambiare opinioni. Il livello è alto, ma riesce a rimanere sempre colloquiale e a mantenere quindi una trasparenza, una intelligibilità che lo studio critico-filologico non può (e non deve) permettersi, liberandosi oltretutto dell’aura di impenetrabilità accademica che rende quegli studi normalmente riservati ad un pubblico di specialisti o specializzandi. Read More »
Percorsi riconosciuti
alla cieca
slalom tra piazze e viali
stanze ammobiliate
precisi numeri civici
nel calcolo di ruta
lo scolapasta appeso
al suo posto.
Segna il passo
il detenuto numero
busta paga alla caviglia
il secondino fantasma
porta uniformi militari
di desideri inutili
stellette sulle spalle
come ambito ristorante
squilla ordini nei timpani
buzz mode on «at-tenti!»

Ringrazio gli amici di Undu per la pubblicazione di alcuni miei versi inediti.
Per il link, clicca qui.
26 settembre 2012 – 08:37
Auto da poche miglia-ia
a spina di pesce aspirate a gettone
similradica ingresso usb forbita
altre calcano il rettilineo se ne vanno
«hai mica da cambiare?»
quello fruga le tasche
il portafogli sul tettuccio
«tdi top di gamma bla bla bla»
è nata un’amicizia
con i cerchi in lega
«vi togliete dai coglioni per favore?»