Monthly Archives: dicembre 2010

Fai

Mi fai ridere quando
mi fai piangere tanto
mi fai bene e male
anche dolce ti fai
che luce sparisce
ogni affanno mi fai
tenerezza le guance
carezza casa ti fai
mi accogli tra cosce
che vedo le stelle
cadenti più in basso
del volare che fai.

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Jesus of the moon (interpretazione del brano di N. Cave)

Sono uscito dall’hotel
ti ho lasciata lì
bambina rannicchiata
la porta chiusa in un sussurro
passi nella hall
grandi finestre sul muro
nel futuro un cambiamento.

Dormi nel letto sfatto
la previsione del meteorologo
alla televisione dell’hotel
dice piogge ma io già cammino
nella strada che rugiada
del mattino rende scintillante.
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Punti di vista per occhi con profonde ferite (ad Alessandro Bergonzoni)

Con la poesia non si scherza dicono
chi non ha testa ha gambe tagliate
nel contesto lo spirito stona
(chissà cosa fuma)
le battute bandite tavole apparecchiate
secchiate di serietà seriale atmosfera
imbrunita imbronciata la sera
la malinconia il tramonto tra poco
piango poeta amico mio
ti frequento faccia a faccia
per non aver fiato sul collo
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Fabbrica Italia

Come se un contratto
nazionale potesse fronteggiare
da solo il cambiamento
epocale la smania
di crescere l’indice
di benessere scordando
medio anulare mignolo
e pollice, l’atroce verita’
è che nulla sarà più
uguale a prima solo che
il manto nevoso appare
quieto anche dopo la slavina
ma i travolti son travolti.

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Servizi segreti utili

Fatemi pedinare
mettetetemi alle calcagna
un mecenate meticoloso
ho una famiglia
da far mantenere.

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Tutti gli uomini sono fratelli

Non ho voglia di niente
sono sazio di tutto
appagato Buddha sovrappeso
pacioso siedo sorridente
guardo la gente e perdono
i vizi capitali di ognuno
che sono anche i miei.

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La letterina di Babbo Natale (alla sua bambina prediletta)

Odio pensarti felice, non lo sei
lo so, ma lo odio lo stesso.
Da quando te ne sei andata
trafiggo bambole di pezza, maledico
e poi mi dico non è vero
è un abbaglio tu non sei così
sei incazzato e vedi tutto nero
un incanto il mondo bella la vita, va bene concordo
ma è sincero l’odio –sai?- tutto intero
te lo dedico [...]

L’impero della luce

Potesse vederli Magritte
tramonti infuocati dal cloruro
di vinile venire dalla ciminiera
dietro cui si vergogna il sole
a porto Marghera incalzato
dalle acque di barene inquinate
e le vetrate in cui si riflettono
di edifici anonimi specchi
rotti a imitare il prisma
che rimanda luce scomposta
in toni innaturali meravigliose
gradazioni regalate da vapori
tremuli, lode al cielo
che tutto quel gas può contenere.

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Ecofurbi

È impossibile cancellare l’amore provato
chi dice di esserne capace
interra fusti di rifiuti tossici
pianta alberi per abbellire
il paesaggio falsifica documenti
di smaltimento aspetta che il tempo
si faccia percolato di ricordi.

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Prendere lo spazio

L’universo crea lo spazio che occupa.
Dall’originario punto di materia con massa infinita –dopo il Big Bang- hanno iniziato a formarsi gli atomi e ciascuno di essi ha occupato il proprio spazio, irreversibilmente.
Non c’è stata alcuna concessione di perimetri, superfici o volumi, il processo si è svolto con la potenza-prepotenza dei fenomeni naturali, molto simili a [...]

L’ospite a distanza

Esistono diverse forme di ospitalità anche in rete.
Quando mi trovo a dialogare via web con qualcuno che non conosco, mi ci vuole poco per capire se mi sento a mio agio oppure no, è una sensazione assolutamente fisica anche se parzialmente indotta elettronicamente.
È difficile che riesca ad immaginarmi che la persona con cui sono in [...]

Galoppo futurista

Crini sussultori ondeggio
arioso spigoli di staccionata
tratteggiata linea bianca
sincopato ritmo tre tempi
andamento naturale fuga istinto
di sopravvivenza senza morso
eleganza paura predatoria
velocità massima foglie
si levano al passaggio ricadono
frustata schioccante
istante congelato nel suono
mantice polmoni sbuffare
tremore nevrile sangue puro
narici enormi fucine di vento.

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Scritture a perdere, di Giulio Ferroni

Recentemente ho avuto modo di leggere “Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero” di Giulio Ferroni (Ed. Laterza 2010).
Devo ammettere che poche altre volte, visto l’autore, mi è capitato di leggere pagine tanto carenti di significato e di interesse.
Il libello appare in tutto e per tutto come una dissertazione liceale sulla letteratura contemporanea, anche [...]

Dialogo sulla Bellezza (2)

Prosegue sul sito dell’editore Lietocolle il Dialogo sulla Bellezza.
Vi propongo un altro mio pensiero a riguardo.
<<E’ un argomento ruvido da affrontare, ma vale la pena subire qualche escoriazione.
L’invisibilità dei poeti è un concetto che ha un’infinità di declinazioni, un numero incalcolabile di pensieri e ragionamenti sono stati fatti.
Probabilmente –e in certo senso- l’ultimo che abbia [...]

Monadi culturali

Irreversibili i versi nella madre
lingua -bacche succose cresciute
nel cespuglio tra casa di mia nonna e casa
mia, abbeverato da quell’acqua lì e nessun’altra
radicato sottopelle inoculato come chip
per il canino riconoscimento- pisciata nell’angolo
che racconta troppo per poter essere tradotta.
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Perché non ho paura di Antonio Pizzuto

Si può aver paura di Pizzuto, ed è una paura legittima.
La prima cosa che si capisce quando lo si approccia è che una lettura non basta e –proprio come era solito dire lui stesso- sono necessari diversi passaggi per decodificare, per sciogliere il gomitolo. Distanza quindi.
Lo svantaggio si sente tutto, servono le impronte che Pizzuto [...]

“Da caccia, da séguita e da ferma. Distassie del melo e della folgore” di Gualberto Alvino

Faccio fatica, molta, a leggere Gualberto Alvino.
La destrutturazione è massima, percepisco perfettamente lo scopo e la necessità motrice, godo dei suoni e delle costruzioni estetiche, seguo come un cane da caccia le tracce che lascia, ma per un cane da caccia è più di natura seguire la preda che un altro cane da caccia, e [...]

Ad un palmo dal naso (poemetto in versi liberi)

Otto mesi –forse più- di vicinato
addirittura dirimpetto sullo stesso
pianerottolo stesso civico
barra uno e barra due identico
numero di appartamento,
ma si sono sempre cortesemente ignorate
al massimo salutate per le scale
o davanti al cancello arrugginito
agli scheletri dei campanelli
dei motorini che qualcuno ha smontato
rubati davanti alle scuole rivenduti
a pezzi dai tossici per comprarsi la dose.
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