Monthly Archives: aprile 2011

Declino del terziario

Lavorare
in salotto ciabatte vestaglia
cuocere pane nel forno a legna
raccolta nel bosco dietro casa (mio)
pagnotte in vendita
non solo contro denaro
vivere la notte
che muore mangiata dall’alba
senza un lamento
lievito e rugiada di primavera
odorano in competizione.
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E’ troppo

Ho scritto un giorno
versi per mia madre
a ogni punto a capo
ultimo presunto
nuovo inizio invece
si sostituiva ho perso
troppo tempo e il senso
sfuggiva dalle mani
ormai nodose maculate
artritiche sorelle
incapaci di concludere
il lavoro.
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Rincorrendo la contemporanetà

 

Â
Sempre al rettilineo
in piedi la folla esulta
acclama l’atleta vincitore
il maratoneta taglia un traguardo
che continuamente si sposta
in avanti e lo taglia
di nuovo si sposta, lo taglia,
di nuovo.

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Debiti

Ho lacune
buchi da colmare
debiti col classico
che non potrò pagare
voragini antologiche
appuntamenti mancati
con i massimi esponenti
assenti anche i minimi
veramente, ho speso
risorse ingenti
vagando d’ignoranza
in ignoranza alla ricerca
di una strada.
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La giostra degli affetti

Tre tiri tre centri
tre euro aria compressa repressa
sputa letali gommini
individui come barattoli ammaccati cadono
liberano spazi preziosi
altezzosi avanzano nuovi barattoli
non troppo diversi
altri vuoti persi
che non rendono cauzione.
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Riavviare il sistema

Ci sono giorni come quest’ultimo
trascorso che vorrei zittire tutti
anche i grilli là nel prato
dire muti! e si spegnessero
una buona volta, resettare
quel che è stato non è più.
 

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Ogni tanto una boccata

La finestra non ha telecomando
il canale non si cambia
i paesaggi sono autentici
sfuggiti ai palinsesti pensati
interrotti da spot annunciazioni
commerciali la finestra
si affaccia non rinfaccia
verità truccate per piacere.

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