Il Sindaco ci ha chiesto di donare alla biblioteca comunale i tuoi volumi.
Alla biblioteca comunale! Dovremmo privarci dei libri per permettere che finiscano macchiati dal ragù dell’ultima casalinga frustrata della zona?
La cultura deve essere a disposizione di tutti, ha detto lui.
Forse per questo ha perso tutto il valore, gli ho risposto.
Sono venuti con la supponenza di chi crede che rappresentare una maggioranza di qualche tipo possa essere sufficiente ad avere autorevolezza, ma uno stolto eletto da molti ignoranti non corrisponde alla nostra idea di autorevolezza.
L’ho trattato con sufficienza.
Gli ho fatto capire che la cultura bisogna meritarla e non prelevarla con la tessera dalla biblioteca come uno snack da un distributore automatico. In questo paese ci sono moltissimi laureati con tanta cultura quanta se ne possa avere dal distributore automatico di snack, buoni al massimo per farci stare in linea con le statistiche europee sul numero di laureati rispetto alla popolazione.
Abbiamo bisogno di un’elite intellettuale, di un’avanguardia creativa capace di indicare la strada, e non la possiamo formare se la manteniamo mescolata alla melassa popolare.
Ci siamo resi disponibili a donare in forma anonima una cifra sostanziosa alla biblioteca comunale, in modo che possano comprare tutti i libri che vogliono. Hanno detto che ci penseranno.
Avresti dovuto vedere come se ne sono andati mortificati, ti saresti divertito.















