La crisi stritola le aziende italiane, e non solo.
Si sono perse centinaia di migliaia di posti di lavoro e l’emorragia ancora non si è arrestata, lasciando presagire un prossimo futuro tempestato di difficoltà.
Purtroppo spessissimo le prime ad essere tagliate sono le spese collegate alla comunicazione, e tra queste (purtroppo un’altra volta) in cima alla lista ci sono quelle collegate al web.
Rinnovare il sito, passare al 2.0, sfruttare le potenzialità dell’advertising in rete e quelle del social marketing vengono percepite come azioni secondarie, da poter tralasciare. Questo succede perché in buona parte non esistono strategie di sviluppo del business che non inquadrino internet come campo accessorio, come segmento per investimenti residuali sia economici che di risorse umane, eccezion fatta per i soliti illuminati, quelli che nei periodi di crisi colgono la palla al balzo per inventarsi nuove strade e sperimentare.
Queste persone sono quelle che credono fino in fondo al valore dei propri investimenti, e perseguono gli obiettivi anche se fattori imprevisti si mettono di traverso, si pongono come ostacoli insormontabili. Nulla è peggio che sperperare denaro, tempo e creatività in progetti che poi non si finalizzino, che si arenano alle prime difficoltà. Nulla è peggio della continua insicurezza riguardo le scelte fatte. E solo un occhio molto distratto collegato ad un cervello altrettanto distratto può non aver colto l’importanza che la rete avrà nei prossimi anni.
Sfruttare al meglio le nuove tecnologie richiede più che altro investimento su se stessi, sulla capacità di rompere gli schemi classici con cui ogni giorno si approccia la propria professione, la propria azienda, il proprio modo di intendere il mercato, un cambio di mentalità insomma, tanto per dirlo con parole banali.
Chi in questa fase saprà guardare avanti con entusiasmo e fiducia soprattutto nei confronti del web, coglierà in breve tempo i frutti deliziosi che produce l’albero delle intuizioni giuste.














