Capita spesso di dover portare i bambini dal pediatra.
Quando iniziano a frequentare le scuole o gli asili di norma le visite diventano più frequenti. Poi ci sono i bilanci di crescita e gli imprevisti, che per chi avesse un figlio vivace non mancano mai (lo so per esperienza).
Sono tre anni ormai che frequento lo stesso studio pediatrico e ad ogni cambio stagione il medico affigge sulla sua porta le regole che dovrebbero permettergli di gestire i pazienti al meglio, ma immancabilmente si verificano intasamenti e lunghe attese rispetto all’orario dell’appuntamento. Questo crea un clima di generale insoddisfazione e mette sotto pressione la pediatra, con enorme svantaggio di tutti. Ci sono molti genitori costretti a prendere un permesso o perdere la pausa pranzo a causa di questi ritardi, ed altrettanto –per la pausa pranzo- succede al medico, che con disponibilità si ferma e comprende le problematiche.
È ovvio che l’ambulatorio si intasa di mamme preoccupate per i figli al primo segnale influenzale, e la disorganizzazione anche burocratica di tutto il meccanismo fa il resto. Oggi infatti ottenere una visita a domicilio è un’impresa disperata, se non impossibile.
Nelle mie lunghe soste in sala d’attesa ho iniziato a farmi una mappa mentale delle persone che incontro, cercando di capire chi sono, mediamente, i miei compagni di sventura. Donna, italiana, 35 anni, lavoratrice, buona istruzione, ma è ovvio che questi parametri cambino notevolmente a seconda del luogo in cui lo studio medico si trova.
Ora, la pediatra ha un pc in studio, i genitori dei piccoli pazienti hanno il computer a casa o in ufficio, e pensavo di proporre alla dottoressa di aprirle un blog in Wordpress, dove semplicemente segnalare il ritardo accumulato nelle visite. Oggi, quando è arrivato il nostro turno e siamo entrati, lei sapeva benissimo a quanto ammontava il suo ritardo, ma quella informazione ritenuta a monte è causa di molti problemi a valle, condividerla invece consentirebbe un miglioramento generale di tutto il sistema.
Se tutti i pediatri avessero un blog e condividessero questo tipo di informazioni non si risolverebbero tutti i problemi, su questo non c’è dubbio, il web non è la lampada di Aladino, ma si potrebbe fare un passo avanti e alleggerire molte coppie da un peso non indifferente. Prendere un’ora di permesso per portare il bambino dal medico e doverci stare due ore e mezzo non è compatibile con la realtà di molte persone, magari conoscere in anticipo il ritardo del pediatra potrebbe rendere più facilmente gestibile la situazione.













