Gli scolaretti

gli-scolarettiÈ molto facile aderire ad una iniziativa che viene veicolata attraverso la rete, basta un clic e si dà l’adesione, basta digitare un minuto e mezzo e si sottoscrive la petizione.

È vero che sui social networks vengono pubblicizzati eventi che raccolgono migliaia di adesioni elettroniche, salvo poi trovarsi in qualche centinaio quando l’evento si trasferisce nel mondo reale. Succede, ad esempio, con manifestazioni di piazza pro o contro qualcosa.

Molti sono infastiditi da questo meccanismo, e lo ritengono assolutamente inutile, un’aberrazione del concetto di partecipazione indotta dalla semplicità del modo con cui si può partecipare.

Iscriversi elettronicamente ad una manifestazione di piazza condividendone le ragioni ed i contenuti può dirsi diverso dall’andare in piazza fisicamente?

Milioni di persone in tutto il pianeta hanno aderito virtualmente alle manifestazioni contro il regime iraniano, pochissime si sono recate di persona a Teheran. È stato davvero tutto inutile? E come mai il regime ha cercato in tutti i modi di oscurare il web e gli altri media?

La risposta è semplice: per non far sapere.

Aderiamo perché sappiamo, la rete ha la capacità di portarci conoscenza, ecco il valore. E la relazione rimane naturalmente biunivoca dal momento che aderendo immetto conoscenza, rendo cioè evidente e conoscibile la mia partecipazione, prezioso stimolo per altri a fare lo stesso.

Sottovalutare questo potenziale in campo diplomatico, politico, sociale ed economico è un errore da scolaretti, da analfabeti della contemporaneità.

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