L’uso del mouse mi ha provocato una tendinite alla mano destra. Riposo assoluto, mi ha ordinato il medico. Ho imparato a usarlo con la sinistra.
- Lorenzo Pezzato on Facebook
-
Blogroll
-
Link suggeriti
-
Archivi
-
Categorie
-
Mi interessa guardare i Tg regionali e lo faccio regolarmente, trovo che una visione microscopica sia integrativa di una visione macroscopica, soprattutto quando si tratta di informazione.
Si potrebbe aprire un lungo e noioso discorso su quanto possa essere utile o meno assumere informazione dalla televisione, ma lo stato dell’arte in materia è sotto gli occhi di tutti e facilmente giudicabile perciò non lo affronterò. Per quanto mi riguarda, l’informazione televisiva è una minima parte delle fonti da cui attingo, poi ognuno sceglie la propria ricetta e le proporzioni degli ingredienti. Mi rendo conto che, per via della professione che svolgo e delle modalità con cui la svolgo, mi rimane il tempo di affrontare con la dovuta tranquillità il quotidiano compito di informarmi, potendoci applicare anche una buona dose di variabilità nella scelta degli argomenti da approfondire.
Una sera ho visto nel Tg regionale della Campania, una bella rubrica intitolata 30 Anni in cui mandano in onda un servizio del telegiornale editato trent’anni prima. So che non avrei dovuto perché immagini di quel tipo si vedono continuamente, ma sono rimasto colpito dal come eravamo solo trent’anni addietro. Ero già nato, ma le persone e il contesto immortalati in quel servizio sembravano appartenere ad un’altra epoca.
Pensare a Wilde o ad un abitante dell’Italia media del 1979 non fa più molta differenza nella mia immaginazione, nel senso che li sento abitanti di un mondo completamente diverso ed assolutamente distante da quello che viviamo oggi. Mi ha impressionato, come ogni volta che guardo filmati storici, l’ingenuità negli occhi e nei modi della gente di fronte al mezzo di comunicazione televisivo, una telecamera in un mercato poteva paralizzare un quartiere intero, le masse erano decisamente controllabili attraverso l’informazione in modi che trent’anni dopo appaiono quasi comici, tanto sono semplici. Read More
Sono finalmente riuscito a parlare un momento da solo con Claudia, non avevamo molto tempo percui sono passato direttamente al sodo e le ho chiesto se c’è qualcosa che non funziona, se prova qualche fastidio o qualche sentimento negativo nei miei confronti.
Tutt’altro, ha risposto. Poi se n’è andata.
Non ho capito molto bene, sono rimasto pietrificato a pensare al significato di quel tutt’altro, mentre lei se ne andava per il corridoio e i tacchi sul marmo sembravano produrre una nota diversa a ogni impatto con il pavimento.
Starle di fronte e guardarla negli occhi mi ha messo in agitazione, il cuore pulsava velocissimo e avevo le mani sudate. Cosa sta succedendo?
Realtà abbagliante quella fatta di sesso libero, di lussi, di alta velocità, di costose e inutili tecnologie, di fit-box che coniuga l’aspetto gentile della ginnastica con l’aggressività necessaria a sopravvivere nella giungla cittadina, di vacanze fantastiche nei luoghi in, preferibilmente ospiti di amici dotati di yacht.
Mi riesce difficile pensare a qualcosa di più laido e vomitevole che trovarmi a una festa circondato da calciatori con i quadricipiti possenti e i cervelli in offside, cantanti pop di quarantacinque anni che scrivono testi con il solo scopo di vendere dischi ai minorenni e scoparsi qualche liceale, modelle e facoltosi industriali serviti al tavolo da laureati con il massimo dei voti, nella peggiore delle ipotesi relitti mediatici reduci da qualche reality più o meno estremo.
Mi riesce difficile anche credere che possano esistere davvero le milioni di persone alla base del successo e della notorietà di certi personaggi, milioni di esseri umani che non trovano di meglio da fare che stare incollati davanti alla tv a farsi bombardare di squallore e idee preconfezionate, patetici, sconfitti, amorfi, parassiti di sé stessi. Eppure esistono.
To share è il verbo del futuro.
Condividere, per gli amanti dell’uso di terminologie nella propria lingua madre.
È un futuro che va costruito attraverso la convergenza culturale, perché la condivisione, l’habitus alla condivisione, non è un vezzo per internauti o esperti di social marketing ma un nuovo modo di intendere la vita di relazione. Relazione tra due individui, tra gruppi di individui, tra comunità, tra partners nel business, tra aziende e clienti, tra Istituzioni e cittadini.
Le biblioteche, raccolte di sapere, affascinano gli esseri umani fin dai tempi della grande biblioteca Alexandrina, costruita ad Alessandria d’Egitto circa nel III° secolo a.C. In quei luoghi sentiamo l’esigenza di concentrare lo scibile, le idee, la storia, le scienze per rendere il tutto fruibile a chiunque, per permettere a chiunque di contribuire ad arricchire di testi e conoscenza quei luoghi, istruendosi e stimolandosi attraverso i testi già presenti. Read More
È stata una vera avventura portare Erica dal dentista per la prima volta. Povera piccola, come la capisco. Ho voluto andare con lei per starle vicino, ne avevamo parlato assieme e le ho confessato che anche io ho paura dei dentisti.
Convincerla che sarebbe stato divertente non è stato facile, ma avevamo prenotato da quel dentista specializzato in bambini, quello che ha lo studio pieno di giocattoli e che sa fare le magie, e lui è riuscito a tranquillizzarla e a farla ridere. Usare gli strumenti indossando un naso rosso da clown e un camice a fiori ha sicuramente un impatto diverso.
E poi ci sono tutte queste nuove tecnologie come il trapano laser che non fa male e fa evitare anche l’anestesia. Magari tra qualche anno piacerà anche a me andare dal dentista.
Ieri sera a cena ho conosciuto una persona interessante, certamente capace di vedere i problemi da un punto di vista laterale, o alternativo se vogliamo.
Abbiamo mangiato, bevuto del buon vino e chiacchierato, una serata tranquilla e davvero piacevole.
Nel nostro dialogare, ora nemmeno ricordo come sia uscito l’argomento, questo nuovo amico –Marco- mi ha parlato del modo in cui ha messo insieme la cifra che gli serviva per acquistare la casa per sé e per la sua famiglia senza passare per le banche. Premetto che questa persona lavora da sempre come assistente sociale e non ha trascorsi come economista, contabile, commercialista o qualsivoglia altra professione collegata alla gestione o al reperimento di risorse finanziarie.
Marco ha semplicemente applicato un modello di rete, che oggi ormai siamo abituati a vedere ovunque ma che undici anni fa non era per nulla scontato. Read More